Saint-Jean-Pied-de-Port (Donibane Garazi in basco) deve la sua denominazione all'ubicazione geografica proprio ai piedi dei Pirenei e ai suoi protettori, San Giovanni Evangelista prima e San Giovanni Battista poi. Fortezza, città-frontiera e nel contempo crocevia commerciale ai piedi dei Pirenei, Saint-Jean-Pied-de-Port rappresenta una tappa storica fra la Francia e la Spagna su una delle più vecchie strade d'Europa, percorso antico di transumanza, via romana, obbiettivo di invasioni, meta di pellegrinaggio, strada militare e oggi ambito itinerario dei camminatori con o senza fede. (Ho sommariamente tradotto il testo francese a latere, per dare un assaggio di lingua basca, dalle origini tuttora misteriosa per i linguisti, e mostrare quanto particolare e ostico risulti questo idioma alle nostre orecchie). "Donibane Garazi euskaraz bere izena Pirinioen oinetan eta bere babeslekuan kokatzen den leku geografikoari zor dio izena, lehenik San Juan Ebanjelaria eta gero San Joan Bataiatzailea. Gotorlekua, hiri-mugatik eta, aldi berean, Pirinioen oinetan merkataritza-bidegurutze bat, Saint-Jean-Pied-de-Port-ek Frantziako eta Espainiako arteko geldialdi historikoa adierazten du Europan kale zaharrenetariko bat, transhumantzia bide zaharraren bidez. Roman, inbasioen helburua, erromeria helmuga, errepide militar bat eta gaur egun oinezkoentzako ibilaldi ibiltaria, fede edo gabe."

Percorrendo in effetti la via della Cittadella, colonna vertebrale della città vecchia, tutto sembra essere in funzione del pellegrino, le numerosissime insegne per rifocillarsi, dormire, equipaggiarsi per il cammino, informazioni di percorso e anche informazioni storiche, la prima "Guide du pèlerin" di un certo Aimery Picaud risalirebbe addirittura al XII° secolo. Leggo degli attrezzi del mestiere: il pellegrino medievale è vestito di una tunica grezza, corta per gli uomini e lunga per le donne, un mantello con cappuccio ricopre le spalle e un cappello a larghe falde protegge il capo; corredo indispensabile bisaccia, bastone, una cassetta per riporre i certificati delle varie tappe, la borraccia dell'epoca ovvero la zucca a fiasco e sulla via del ritorno l'emblematica conchiglia raccolta sulle spiagge galiziane. Lungo la strada si fa notare anche una casa rossa, Maison Arcanzola, forse la più antica del borgo, sull'insegna c'è scritto 1510.
Per il turista dei nostri giorni pigro come la sottoscritta, invece di scarponcini e picozza si può fare rifornimento di coloratissimi baschi e espadrillas.
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